Corsi di formazione "gratuiti" con i fondi interprofessionali
Possiedi un'azienda? Lo sapevi che ogni mese, con il pagamento dei contributi obbligatori, versi una quota all'INPS per finanziare i corsi di formazione per le aziende? I fondi interprofessionali sono stati istituiti con la Legge 388/2000 e sono organismi di natura associativa che hanno origine dagli accordi fra le diverse organizzazioni sindacali e di rappresentanza delle parti sociali.
Questi fondi nascono da accordi interconfederali stretti fra le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e, quelle più rappresentative a livello nazionale, dei lavoratori. Ne esistono praticamente in ogni settore dell'economia: industria, agricoltura, terziario, commercio e artigianato.
Fondi interprofessionali: qual è la loro finalità?
Istituiti nel 2000, la finalità dei fondi interprofessionali è principalmente quella di finanziare le attività formative delle imprese italiane, mediante piani istruttivi i cui destinatari sono i lavoratori dipendenti. Dal 2011 anche i lavoratori a progetto e quelli con contratto di apprendistato possono essere coinvolti nelle attività formative finanziate.
Come si finanziano i corsi di formazione?
Ogni mese le aziende pagano all'Inps i contributi obbligatori e una quota, pari allo 0,30% della retribuzione dei lavoratori, a titolo di contributo obbligatorio per la disoccupazione involontaria. Da alcuni anni la legge 388 consente alle aziende di destinare lo 0,30% a uno dei fondi interprofessionali, senza alcun onere né vincoli, ma guadagnandosi il diritto di ricevere in cambio formazione gratuita. Tutti i contributi raccolti dal fondo vengono utilizzati per finanziare i corsi di formazione di cui i dipendenti delle aziende hanno bisogno.
In questi ultimi anni molte imprese hanno preferito destinare lo 0,30% ad un fondo interprofessionale perché ne hanno tratto beneficio, ricevendo in cambio formazione finanziata e colmando le lacune formative dei propri dipendenti.
I fondi paritetici interprofessionali sono espressamente autorizzati a percepire lo 0,30% versato all'IINPS e a distribuirlo alle aziende, sotto forma di formazione. In questo modo le aziende si vedono tornare indietro quanto versato in attività formative utili a qualificare i propri dipendenti.
Non c'è alcun vincolo per le aziende, che possono in qualsiasi momento decidere di non aderire più ad un fondo oppure di cambiarlo.
I benefici dell'adesione ad un fondo interprofessionale
La formazione continua ha un duplice valore: per il lavoratore, che è messo nella condizione di migliorare le proprie competenze, di aspirare ad una crescita professionale, di specializzarsi anche in ambiti diversi o di potersi ricollocare nel mondo del lavoro. Per l'impresa, che vede incrementare il suo know how e la propria produttività. Ecco i principali benefici dell'adesione ad un fondo interprofessionale:
- L'adesione è totalmente gratuita e non è vincolante. Dura un anno ed è revocabile;
- Si risolve buona parte dell'esigenza formativa delle imprese aderenti;
- Si abbattono i costi da sostenere per l'attività formativa;
- Aumento della competitività e della produttività delle aziende grazie all'accresciuta professionalità e alle maggiori competenze acquisite dai lavoratori;
- La formazione che si riceve è commisurata alle reali esigenze dell'azienda e alla sua grandezza.
Quali sono le tipologie di piani formativi
I fondi interprofessionali supportano oggi la maggior parte dell'attività di formazione continua delle aziende, finanziando 4 tipi di piani formativi:
- Piani aziendali, rivolti a tutti i lavoratori di un'azienda.
- Piani individuali, attività formative che hanno lo scopo di qualificare o riqualificare singoli e determinati dipendenti di un'azienda.
- Piani settoriali, i cui destinatari sono le imprese appartenenti allo stesso settore produttivo.
- Piani territoriali, rivolti ad imprese che operano in settori produttivi differenti ma che hanno sede nello stesso territorio.
Come sono erogati i finanziamenti per i fondi interprofessionali?
Le modalità di erogazione dei finanziamenti sono sostanzialmente tre:
- Avvisi: in questo caso il fondo interprofessionale emana un avviso al quale l'azienda risponde entro i termini, presentando un progetto formativo. Tale progetto viene sottoposto a valutazione da parte di una commissione e, se meritevole, la formazione viene finanziata.
- Conto formazione aggregato: si crea nel momento in cui più imprese decidono di cumulare i propri versamenti in un fondo comune, la cui gestione può essere svolta da una delle imprese stesse oppure da un ente di formazione esterno.
- Conto formazione aziendale: in questo caso l'azienda fa confluire tutti i versamenti in un suo conto, del quale può disporre liberamente nel momento che crede più opportuno.
Le modalità di erogazione dei finanziamenti dei corsi di formazione influiscono poi sulla scelta del fondo interprofessionale a cui aderire. Di solito le grandi aziende prediligono partecipare ai fondi che prevedono il conto aziendale, in quanto gli bastano i propri versamenti per finanziare i piani formativi. Diversamente, le piccole aziende preferiscono aderire ai fondi interprofessionali che erogano finanziamenti mediante gli avvisi.
In ogni caso, la scelta del fondo interprofessionale deve tener conto del settore produttivo cui appartiene l'azienda e soprattutto delle sue necessità strettamente formative.
Come approfittare di questa grande opportunità
La scelta migliore da fare, per un'impresa che intenda effettuare dei corsi di formazione utilizzando i fondi interprofessionali, è quella di appoggiarsi ad un fornitore di servizi esterno che si occupi di tutto. L'azienda che eroga i corsi si occuperà della scelta del fondo interprofessionale più indicato alla valutazione dei fabbisogni formativi, dell'erogazione della formazione e della rendicontazione finale.
Il consiglio è quello di scegliere un fornitore che disponga di un ampio catalogo formativo in grado di coprire totalmente i fabbisogni formativi dell'azienda. L'impresa che eroga il corso dovrà informare continuamente l'azienda sulle opportunità offerte dai fondi interprofessionali, come la pubblicazione di bandi e avvisi, così che non gli sfugga nemmeno un'opportunità di formazione gratuita.
Dopo che insieme all'azienda è stata individuata la migliore opportunità, il fornitore esterno dovrà essere in grado di elaborare un valido progetto formativo e di presentare la domanda di finanziamento. Nel momento in cui il progetto contenente il piano formativo viene approvato, il service provvederà all'erogazione della formazione e ad assolvere a tutti gli aspetti burocratici che derivano dalla richiesta di finanziamento. In questo modo l'azienda verrà alleggerita da qualsiasi onere gestionale relativo alla formazione.
La scelta di un ente di formazione esterno garantisce all'azienda la possibilità di finanziarsi i corsi di formazione utilizzando i fondi interprofessionali. Il fornitore esterno infatti:
- è di supporto all'azienda nella scelta del fondo interprofessionale più adatto alle sue esigenze;
- informa l'azienda sulle migliori opportunità formative, in linea con i suoi fabbisogni;
- si occupa di tutte le incombenze burocratiche: istruisce la pratica, prepara il progetto formativo, gestisce tutti gli aspetti tecnici del finanziamento e la rendicontazione finale;
- è in grado di erogare una formazione di qualità e progettata per le specifiche esigenze dell'azienda.
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